3 ipotesi e 4 quadri per spiegare il legame fra amore e cioccolato a San Valentino
Cioccolato e amore, binomio inscindibile soprattutto quando si avvicina San Valentino, la festa degli innamorati. La tradizione vuole cenette romantiche a lume di candela per le coppie ancora in erba, bigliettini a forma di cuore per chi si deve ancora dichiarare, e tanti cioccolatini da regalare… Ma perché a San Valentino si regala il cioccolato?

È forse perché il cioccolato è dolce e tramite la sua dolcezza si prova a far sciogliere il cuore delle fanciulle? La dolcezza rimanda a effusioni e tenerezze che si scambiano gli amanti e quindi alla passione? Può darsi. Ma quest’ipotesi non è avvalorata da fonti storiche di rilievo, anche se il piacere che si prova nel gustare il cioccolato è scientificamente provato. Serotonine ed endorfine scatenate, sia col cioccolato che con l’amore.

Ma forse la spiegazione si trova frugando nella storia del cioccolato, con l’arrivo del cacao in Occidente sotto forma di cioccolato in tazza. La preziosa bevanda che in Sudamerica era considerata cibo degli dèi, fece la sua fortuna sulle mense delle corti europee, prima in Spagna, poi in Francia, e da lì dilagando un po’ ovunque. Simbolo di uno stile di vita costoso, raffinato, moderno, specchio del Settecento illuminato, che abbandonava i grassi e untuosi banchetti del crapulone Seicento. Ecco quindi che il cioccolato era proprio un regalo prezioso con il quale si omaggiava l’amata… Può darsi… Fatto sta che un dono prezioso poteva essere utile a ingraziarsi i favori delle gentildonne, ma anche quelli di personalità di rilievo a corte. Favori e cortesie, quindi, non solo amore.

E allora perché il cioccolato si lega all’amore? Non andiamo troppo lontano dal Settecento. L’epoca forse è quella giusta. Vari quadri ci ricordano come le dame altolocate avessero l’abitudine di svegliarsi gustando a colazione il cioccolato in tazza. Liotard ne fa addirittura un primo e secondo atto, con La bella cioccolataia, e La colazione. Nel primo si vede la cameriera che porta il vassoio alla padrona e nel secondo ecco la dama servita.

Jean-Étienne Liotard, La colazione, 1752

Jean-Étienne Liotard, La colazione, 1752, Monaco di Baviera, Alte Pinakothek

Jean-Étienne Liotard, La bella cioccolataia , 1745, Dresda, Gemäldegalerie Alte Meister

Jean-Étienne Liotard, La bella cioccolataia , 1745, Dresda, Gemäldegalerie Alte Meister

Jean Carolus, La colazione

Jean Carolus, La colazione, collezione privata.

Jean Carolus infine riunisce dama e cameriera in un unica scena, La colazione, dove la dama si fa servire il cioccolato in tazza addirittura a letto. Cioccolato e letto? Uhm… Forse ci avviciniamo alla soluzione, se facciamo l’ipotesi che le dame del Settecento ricevessero a letto non solo la colazione ma probabilmente anche i loro amanti.
Ed è proprio quanto ci racconta Jean-Baptiste Le Prince nel quadro La paura (immagine grande in alto). Qui una dama piuttosto svestita è nel suo letto, ma una sedia rovesciata accanto ci dice che forse fino a poco prima con lei c’era qualcuno. Qualcuno che è dovuto scappare all’improvviso per non essere scoperto… Probabilmente il suo amante. Sul tavolino si riconoscono due tazze di cioccolato. Ed ecco che il rituale mattutino della colazione non si compie più soltanto per la dama ma anche per il suo amante, dopo una notte passata insieme. Cioccolato e amore son serviti. Buon San Valentino a tutti.

 

Si ringrazia Silvia Malaguzzi per l’ispirazione e le preziose informazioni.

 

 

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