Ecco un altro 8 marzo per celebrare la Festa della donna. C’è ancora bisogno di questa festa negli anni Venti di questo millennio? Pensiamo proprio di sì. Infatti l’Italia è il Paese europeo con la maggior disuguaglianza fra uomini e donne nel settore del lavoro nel 2019, la cosiddetta disparità di genere. Ma per fortuna noi siamo una felice eccezione alle statistiche: in Ghiott a comandare sono le donne!

 

Cos’è l’Indice sull’uguaglianza di genere? E perché è importante?

L’Unione Europea è attiva per monitorare e individuare le disuguaglianze di genere con l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere (EIGE). Solo eliminando queste disuguaglianze le donne possono sviluppare tutto il loro potenziale, e aprire così la strada a una maggiore consapevolezza e comprensione fra gli individui, per migliorare la vita non solo alle donne, ma a tutti. Da tempo l’Istituto raccoglie dati dai membri dell’Unione Europea e ogni anno pubblica un Indice sull’uguaglianza di genere, un lavoro statistico dal quale si ricava quali siano i Paesi in cui le disuguaglianze sono minori o maggiori. Gli ambiti sono i più vari: si va dall’istruzione, al potere, al tempo (già anche avere tempo a propria disposizione è un indicatore di indipendenza e parità), per arrivare anche al lavoro.

 

classifica europea parità di genere nel lavoroParità di genere nel lavoro. Italia ultima in classifica nel 2019

Proprio così. Secondo l’EIGE, nel 2019 l’Italia è ultimo Paese dell’Unione Europea, cioè il Paese in cui l’uguaglianza fra uomini e donne nel lavoro è più bassa. Il primo è l’inarrivabile Svezia con 83 punti su un totale di 100. Qui la parità è quasi raggiunta. Noi siamo ultimi, appunto con 63,1, ben al di sotto della media europea che è di 72 punti. Precariato, contratti atipici e lavoro irregolare sono spesso le proposte di lavoro che le donne si trovano ad accettare, per bisogno e necessità. E le donne con figli guadagnano il 30% in meno rispetto agli uomini.

 

Potere economico in mano alle donne. Italia bene

Ma è nell’accesso alle posizioni di potere in ambito del lavoro che l’Italia ha fatto passi da gigante, piazzandosi addirittura al sesto posto (molto prima della Germania, che è decima). Le donne che siedono nei consigli di amministrazione di aziende importanti oggi sono il 30% in più rispetto al 2005. Ma noi di Ghiott questa storia la conosciamo bene, perché da anni qui comandano le donne!

 

Ghiott: un’azienda a gestione femminile

Laura Salaorni è infatti la presidente di Ghiott. Qui ha iniziato a lavorare fin da ragazza, seguendo l’insegnamento del babbo, il celebre Enzo, fondatore dell’azienda, il quale la mette a farsi le ossa in
tutti i reparti. Oggi Laura è alla guida di Ghiott con la sorella Patrizia e le rispettive figlie, Carolina e Chiara, coinvolte anch’esse giovanissime nella gestione di questa azienda di famiglia.

 

Donne e gestione di impresa: tutti i vantaggi

È nelle aziende familiari che le donne si coinvolgono di più e prendono più facilmente la guida, ma è vero anche che il tipo di gestione che poi le donne offrono è diverso rispetto al management maschile. L’approccio delle donne alla gestione d’impresa offre innumerevoli vantaggi sia interni che esterni, che derivano anche dall’esperienza della gestione familiare. In un’azienda a gestione femminile è implicita l’idea di inclusione, creatività, persuasione, si favorisce l’ascolto e la partecipazione attiva dei dipendenti, ponendo attenzione anche ai loro bisogni individuali.
Sarà un caso, ma in un’epoca in cui l’Italia ha un tasso di natalità pari a zero, le dipendenti Ghiott hanno avuto come minimo due figli. «Vuol dire che diamo loro serenità», conclude Laura.

 

 

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