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Piccola storia di famiglia di un’azienda oggi tutta al femminile

Quando il giovane Enzo Salaorni decise di seguire le orme del babbo Giuseppe e fare il pasticcere a Firenze, per molti non fu una sorpresa. Erano gli anni Cinquanta. I ragazzi giocavano a pallone per le strade vuote di automobili e per immortalare i maggiori eventi di famiglia, di solito matrimoni, battesimi e prime comunioni, c’erano solo quattro foto in bianco e nero.
A quell’epoca si imparava il mestiere in casa, facendo tesoro dell’insieme di saperi che si trasmetteva di generazione in generazione, di padre in figlio. E di padre in figlio, anche i segreti delle antiche ricette della pasticceria tradizionale toscana passarono da Giuseppe Salaorni a suo figlio Enzo.
Di padre in figlio, appunto.

Col tempo, il piccolo laboratorio artigianale di Enzo Salaorni si trasformò in un’industria ben organizzata, la Ghiott Dolciaria, e dal cuore di Firenze in San Frediano, l’attività si spostò nello stabilimento di Tavarnelle Val di Pesa, nel cuore della Toscana.
Ancora una volta nella storia della famiglia Salaorni, il lavoro di una vita era pronto per essere portato avanti dalle generazioni future. Ma per Enzo c’era qualcosa di diverso rispetto alla storia che conosceva: “Di padre in figlio, di padre in figlio”…
Enzo aveva due figlie femmine…

E per chi era cresciuto e vissuto in un’Italia in bianco e nero, forse era difficile interpretare i desideri e le speranze di due figlie, due ragazze, due sorelle. Cosa avrebbero voluto dalla loro vita? Un’azienda dolciaria? Davvero? Il dubbio che Laura e Patrizia avrebbero scelto di portare avanti il suo lavoro, Enzo Salaorni ce l’aveva.

E invece le due sorelle Laura e Patrizia scelsero proprio quello che Enzo non si aspettava. Una sorpresa che oggi è una realtà consolidata. Queste due affabili sorelle – che se visiti lo stabilimento di Ghiott Dolciaria, appena le conosci ti offrono un assaggio di Ghiottini profumati e sfornati due minuti prima al piano di sotto (impossibile resistere!) – sono a capo dell’azienda ormai da molti anni. Un’azienda che grazie a loro è cresciuta http://farmaciainitalia.com/levitra.html fino a esportare i suoi prodotti dalla Toscana in tutto il mondo.

Un’azienda tutta al femminile, dove è bello pensare di poter lavorare. Non solo perché sfornare Ghiottini alle mandorle e biscotti toscani è un bel mestiere, ma perché sono proprio le aziende a gestione femminile quelle che offrono ai propri dipendenti le migliori condizioni “ambientali”.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati vari e molti studi sull’approccio delle donne alla gestione d’impresa e tutti confermano la diversità e il carattere “innovativo”, o meglio “evolutivo”, della leadership femminile rispetto a quella maschile. Laddove la leadership maschile si fonda sullo “scambio” con i propri collaboratori, riconoscendo una ricompensa al raggiungimento degli obiettivi (o una punizione in caso contrario), la leadership femminile si basa invece sulla comunicazione, la condivisione, la cooperazione, favorisce l’ascolto, la partecipazione attiva dei dipendenti ed è attenta ai loro bisogni individuali.

Ed è proprio nelle aziende familiari che le donne si coinvolgono e prendono più facilmente la guida, offrendo un tipo di gestione che ha a che fare più con il “potere di unire” che con il “potere” in sé.

Ecco Laura e Patrizia nel loro ufficio, circondate dal profumo del burro e delle mandorle che cuociono in forno, intente al loro lavoro. Le due sorelle ascoltano, valutano, decidono. Si sarebbero mai immaginate di essere così parte della tradizione e allo stesso tempo così all’avanguardia? Le depositarie dei segreti della pasticceria tradizionale appresi dal babbo Enzo, e un modello di “evoluta” imprenditoria femminile? La sorpresa questa volta è per loro, per Laura e Patrizia, nel constatare che la modernità sta nell’istinto, nella cura per le cose di famiglia.
Di generazione in generazione, sì, ma di padre in figlie…

E le nuove generazioni? Nessuna sorpresa con la giovane e acuta figlia di Patrizia, Chiara. Fin da subito, Chiara non ha avuto dubbi e ha iniziato a partecipare alla gestione dell’azienda quando ancora studiava, abbracciando la nuova tradizione di famiglia. Oggi Chiara affianca la madre e la zia in questa impresa che in barba alla Legge Salica (quella che escludeva le donne dal trono, per intendersi) vede la Ghiott Dolciaria come un gioioso feudo a conduzione femminile.
Di generazione in generazione… finalmente di madre in figlia.

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